Fondazione Università degli Studi di Teramo

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STATUTO
FONDAZIONE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TERAMO

 

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

 

Articolo 1

Istituzione, sede e caratteristiche della Fondazione

La Fondazione Università degli Studi di Teramo, di cui all’art. 59, comma 3, Legge 23.12.2000, n. 388, di seguito indicata Fondazione, è retta dal presente statuto, adottato dal Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Teramo ai sensi e per gli effetti previsti dalla stessa legge e dal D.P.R. 24 maggio 2001 n. 254.

La Fondazione ha sede in Teramo, via Renato Balzarini n. 1.

La Fondazione è persona giuridica privata senza fini di lucro ed opera esclusivamente nell’interesse dell’ente di riferimento (Università degli Studi di Teramo).

I proventi del suo patrimonio e delle sue attività sono destinati integralmente al conseguimento degli scopi statutari.

La Fondazione,  per il raggiungimento degli scopi istituzionali, favorisce la partecipazione di enti ed amministrazioni pubbliche e soggetti privati.
Il riconoscimento della personalità giuridica è concesso ai sensi dell’art. 1 del regolamento approvato con D.P.R. 10.02.2001, n. 361.

 

Articolo 2

Scopi

La Fondazione persegue i seguenti scopi:

a) l’acquisizione di beni e servizi alle migliori condizioni di mercato in base agli indirizzi previsti dal successivo art. 12;

b) lo svolgimento di attività strumentali e di supporto della didattica e della ricerca scientifica e tecnologica, con specifico riguardo:

1) alla promozione e sostegno finanziario alle attività didattiche, formative e di ricerca;

2) alla promozione e allo svolgimento di attività integrative e sussidiarie alla didattica e alla ricerca;

3) alla realizzazione di servizi e iniziative diretti a favorire le condizioni di studio;

4) alla promozione e supporto delle attività di cooperazione scientifica e culturale dell’ente di riferimento con istituzioni nazionali e internazionali;

5) alla realizzazione e gestione, nell’ambito della programmazione dell’ente di riferimento, di strutture di edilizia universitaria e di altre strutture di servizio strumentali e di supporto all’attività istituzionale dell’ente di riferimento;

6) alla promozione e attuazione di iniziative a sostegno del trasferimento dei risultati della ricerca, della creazione di nuove imprenditorialità originate dalla ricerca ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera b), n. 1 del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, della valorizzazione economica dei risultati delle ricerche, anche attraverso la tutela brevettale;

7) al supporto, all’organizzazione di stages e di altre attività formative, nonché a iniziative di formazione a distanza.

 

Articolo 3

Attività strumentali, accessorie e connesse

La Fondazione, nei limiti connessi al perseguimento dei propri scopi, può svolgere ogni attività strumentale e in particolare:

a) promuovere la raccolta di fondi privati e pubblici e la richiesta di contributi pubblici e privati locali, nazionali, europei e internazionali da destinare agli scopi della Fondazione;

b) stipulare contratti, convenzioni, accordi o intese con soggetti pubblici o privati;

c) amministrare e gestire i beni di cui abbia la proprietà o il possesso, nonché le strutture universitarie delle quali le sia stata affidata la gestione;

d) sostenere lo svolgimento di attività di formazione, ricerca e trasferimento tecnologico, anche attraverso la gestione operativa di strutture scientifiche e/o tecnologiche dell’ente di riferimento;

e) promuovere la costituzione o partecipare a consorzi, associazioni o fondazioni che condividono le medesime finalità, nonché a strutture di ricerca, alta formazione e trasferimento tecnologico in Italia e all’estero, ivi comprese società di capitali strumentali a dette strutture. Nel caso di partecipazione a tali società di capitali la partecipazione non può superare il cinquanta per cento dell’intero capitale sociale;

f) promuovere e partecipare a iniziative congiunte con altri istituti nazionali, stranieri, con amministrazioni e organismi internazionali e, in genere, con operatori economici e sociali, pubblici o privati;

g) promuovere seminari, conferenze e convegni anche con altre istituzioni e organizzazioni nazionali e internazionali o partecipare ad analoghe iniziative promosse da altri soggetti.

 

Articolo 4

Patrimonio

Il patrimonio della Fondazione è costituito:

a) dalla dotazione iniziale in beni mobili e/o immobili conferita dall’Ente fondatore all’atto della costituzione;

b) dai beni mobili e immobili che perverranno alla Fondazione a qualsiasi titolo, nonché da contributi, donazioni e lasciti di persone fisiche e giuridiche pubbliche e private, la cui accettazione sia deliberata, previo gradimento dell’ente di riferimento, dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione e che il Consiglio stesso decida di imputare a patrimonio;

c) dai proventi delle attività proprie che il Consiglio di Amministrazione deliberi di destinare a incremento del patrimonio;

d) dai proventi, derivanti da partecipazioni, che il Consiglio di Amministrazione decida di imputare a patrimonio;

e) dai fondi di riserva costituiti con eventuali avanzi di gestione.

 

Articolo 5

Finanziamento delle attività

Per la realizzazione delle attività istituzionali la Fondazione si avvale:

a) di ogni eventuale provento, contributo, donazione o lascito destinato all’attuazione degli scopi statutari e non espressamente destinato all’incremento del patrimonio;

b) dei redditi provenienti dalla gestione del patrimonio;

c) dei corrispettivi per le prestazioni di cui all’art. 12, comma 3.

 

Articolo 6

Partecipazioni e adesioni

Assumono la qualifica di “Partecipanti istituzionali”, enti e amministrazioni pubbliche e soggetti privati che contribuiscono in via continuativa agli scopi della Fondazione con mezzi e risorse in misura non inferiore a quella annualmente all’uopo stabilita dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

Assumono la qualifica di “Partecipanti”, enti e amministrazioni pubbliche e soggetti privati che contribuiscono in via non continuativa agli scopi della Fondazione con mezzi e risorse in misura non inferiore a quella all’uopo stabilita dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

 

TITOLO II
ORGANI

 

Articolo 7

Organi della Fondazione

Sono organi della Fondazione:

1) il Presidente;

2) il Consiglio di Amministrazione;

3) il Collegio dei Revisori dei Conti;

4) la Consulta dei Sostenitori.

Gli organi restano in carica tre anni e possono essere riconfermati per due ulteriori mandati. I componenti degli organi possono essere sostituiti, nel corso del mandato, per giustificati motivi, con le stesse modalità di nomina.

Il membro del Consiglio di Amministrazione, o di altro Organo collegiale, che, senza giustificato motivo, non partecipa a tre riunioni continuative, è dichiarato decaduto ed è sostituito.

 

Articolo 8

Presidente

Il Presidente:

a) ha la legale rappresentanza della Fondazione;

b) convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione;

c) formula gli indirizzi di gestione al Direttore Generale;

d) può agire e resistere in giudizio innanzi a qualsiasi autorità giurisdizionale, nominando difensori;

e) esercita tutti i poteri che gli sono stati delegati dal Consiglio di Amministrazione;

f) cura le relazioni con enti, istituzioni, imprese pubbliche e private e altri organismi, anche al fine di instaurare rapporti di collaborazione e sostegno delle singole iniziative della Fondazione, ai fini dello sviluppo della medesima.

Il Presidente è nominato dall’Ente di riferimento tra i professori di I fascia in ruolo nell’Ateneo.

In caso di assenza o impedimento del Presidente, le sue funzioni sono esercitate dal vice-presidente indicato dal Presidente stesso all’atto della nomina.

 

Articolo 9

Composizione e compiti del Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione, fermo restando quanto previsto dall’art. 9, comma 1, lett. c) del regolamento adottato con D.P.R. 24.05.2001 n. 254, è composto da 5 (cinque) membri (compreso il Presidente) nominati dall’Ente di riferimento, di cui:

- un membro appartenente al personale tecnico, amministrativo e di biblioteca dell’Università;

- un membro scelto tra tre nominativi indicati dalla Consulta dei Sostenitori di cui al successivo art 9-bis;

- un membro designato dal M.I.U.R.;

- un membro designato tra i professori di I e II fascia e ricercatori in ruolo nell’Ateneo.

Il Consiglio di Amministrazione sovrintende alla gestione amministrativa della Fondazione e in particolare:

- approva il regolamento della Fondazione;

- predispone le linee generali dell’attività della Fondazione;

- approva il bilancio di esercizio;

- delibera le modifiche statutarie;

- delibera l’ammissione dei partecipanti;

- designa il Direttore Generale, determinandone la durata dell’incarico;

- delibera in ordine all’accettazione di eredità, legati e donazioni;

- nomina, se ritenuto necessario, un comitato esecutivo cui delega tutto o in parte i propri poteri, con esclusione del potere di approvazione del bilancio di previsione e del bilancio consuntivo di esercizio;

- attende agli ulteriori compiti attribuitigli dal presente statuto.

Possono prendere parte alle sedute del Consiglio di Amministrazione - senza diritto di voto - i componenti della Consulta dei Sostenitori.

Eventuali modifiche dello statuto della Fondazione dell’Università degli Studi di Teramo sono deliberate dall’Ente di riferimento previa acquisizione del parere del M.I.U.R., ai sensi dell’art. 3, comma 3, del regolamento adottato con D.P.R. 24 maggio 2001, n. 254.

 

Articolo 9-bis

Consulta dei Sostenitori

La Consulta - presieduta dal Presidente della Fondazione o suo delegato - è composta dai rappresentanti e/o delegati:

- dei Partecipanti Istituzionali (articolo 6, comma 2, DPR 24 maggio 2001 n. 254);

- dei Partecipanti (articolo 6, comma 3, DPR 24 maggio 2001 n. 254).

La Consulta si riunisce su convocazione del Presidente.

La Consulta può sottoporre al Consiglio di Amministrazione qualsiasi iniziativa o attività che ritenga utile per il perseguimento degli obiettivi rientranti nell’oggetto sociale della Fondazione.

La Consulta non ha poteri deliberativi.

La Consulta indica tre nominativi tra cui il Consiglio di Amministrazione sceglierà il membro che l’ente di riferimento nominerà in seno al Consiglio stesso.

Gli altri Componenti possono partecipare alle sedute del Consiglio di Amministrazione della Fondazione senza diritto di voto.

Ai membri della Consulta non viene erogato alcun gettone di presenza per le riunioni cui prendono parte, poiché la carica è a titolo onorifico.

 

Articolo 10

Compiti del Direttore Generale

Il Presidente, su designazione del Consiglio di Amministrazione, nomina un Direttore Generale con le seguenti competenze:

- attuazione, previo indirizzo del Presidente, delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione;

- gestione dei programmi di attività della Fondazione;

- predisposizione degli schemi di bilancio preventivo e consuntivo, che sottopone al Consiglio di Amministrazione per l’approvazione;

- cura la gestione del personale della Fondazione.

 

Articolo 11

Collegio dei Revisori dei Conti

Il Collegio dei Revisori dei Conti è organo di controllo della Fondazione e svolge le funzioni previste dal Codice Civile per il collegio sindacale ed è formato da tre componenti.

Il Presidente è nominato dall’Ente di riferimento fra soggetti in possesso del requisito dell’iscrizione nel registro dei revisori contabili, nell’ambito delle categorie e con le stesse modalità previste per la nomina del presidente dell’organo di revisione dell’Ente medesimo. I restanti due componenti sono nominati dall’Ente di riferimento e sono scelti fra i dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in possesso dell’iscrizione nel registro dei revisori contabili.

Il Collegio ha un numero di tre componenti titolari.

Tutti i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti debbono avere svolto per almeno cinque anni funzioni di revisione contabile presso istituzioni universitarie. Il Collegio dei Revisori accerta la regolare tenuta della contabilità, la corrispondenza del bilancio di esercizio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e l’osservanza dei principi di cui all’art. 2426 del Codice Civile per la valutazione del patrimonio.

Esercita le funzioni e le prerogative previste dal Codice Civile per il Collegio dei Sindaci.

I revisori possono, in qualsiasi momento, procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo, nonché chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni della Fondazione o su determinati affari. Le risultanze degli accertamenti eseguiti sono annotate nell’apposito libro delle adunanze e delle deliberazioni del Collegio dei Revisori.

I revisori partecipano, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio di Amministrazione.

L’esercizio finanziario della Fondazione ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.

I revisori redigono annualmente una relazione sul bilancio di esercizio e sull’andamento finanziario della Fondazione.

Il compenso dei revisori è determinato dal Consiglio di Amministrazione secondo quanto previsto dalla tariffa nazionale dei dottori commercialisti in vigore.

 

TITOLO III
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GESTIONE E CONTROLLO

 

Articolo 12

Rapporti tra la Fondazione e l’Ente di riferimento

1. L’Ente di riferimento definisce l’indirizzo strategico della Fondazione per tutta la durata del Consiglio di Amministrazione. L’indirizzo strategico è aggiornato di anno in anno con conseguente rimodulazione delle risorse previste ovvero, qualora siano individuate nuove o maggiori spese, con il reperimento di risorse aggiuntive.

2. L’Ente di riferimento approva, su proposta del Consiglio di Amministrazione, il piano pluriennale delle attività della Fondazione, nonché il “Piano di attività annuale” elaborato dal Consiglio stesso. L’approvazione del piano pluriennale di attività deve comunque essere conforme all’indirizzo strategico determinato ai sensi del comma 1.

3. I rapporti tra l’ente di riferimento e la Fondazione, per le prestazioni di collaborazione, consulenza, assistenza, servizio, supporto, promozione delle attività la cui tipologia è stabilita dal presente statuto sono regolati da specifiche convenzioni.

4. Al termine di ogni anno l’ente di riferimento verifica l’attuazione dell’indirizzo strategico di attività e l’adempimento delle convenzioni di cui al comma 3. In caso di mancata o grave irregolarità nell’attuazione delle attività programmate o di grave inadempimento delle suindicate convenzioni, l’Ente di riferimento può procedere alla revoca e alla contestuale sostituzione dei componenti il Consiglio di Amministrazione dallo stesso designati.

 

Articolo 13

Scritture contabili e di bilancio

1. La Fondazione deve tenere i libri e le altre scritture contabili prescritti dall’art. 2214 del Codice Civile e dalle vigenti disposizioni.

2. Il bilancio di esercizio è redatto secondo le disposizioni degli articoli 2423 e seguenti del Codice Civile, in quanto compatibili, ed è approvato dal Consiglio di Amministrazione nei termini previsti per le società per azioni.

3. Entro trenta giorni dall’approvazione, una copia del bilancio deve essere, a cura degli amministratori, trasmessa all’Ente di riferimento.

 

Articolo 14

Personale

La Fondazione procede direttamente all’assunzione del personale occorrente al suo funzionamento.

I rapporti di lavoro dei dipendenti della Fondazione sono disciplinati dalle disposizioni del Codice Civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato e sono costituiti e regolati contrattualmente.

 

Articolo 15

Scioglimento e disposizioni finali

Nel caso in cui gli scopi della Fondazione non possano più essere raggiunti, ovvero si addivenga alla istituzione di una fondazione interuniversitaria regionale di medesima tipologia, il Consiglio di Amministrazione delibera lo scioglimento della Fondazione e la devoluzione del patrimonio all’Ente di riferimento.

L’Ente di riferimento provvede alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei rappresentanti quando le disposizioni contenute nell’atto di fondazione non possono attuarsi.

Sentiti gli amministratori, promuove l’annullamento, da parte dell’autorità governativa, delle deliberazioni contrarie all’atto di fondazione e allo statuto, fermo restando quanto previsto dall’art. 12, comma 4, nonché a norme imperative, all’ordine pubblico e al buon costume.